“Leggere e ripetere una poesia attenua il dolore, fornisce idee e ispirazioni nei momenti più difficili ed esalta le situazioni piacevoli. Forse questo è il suo mistero più grande: la capacità di tramutare la tristezza in una contemplazione da cui può scaturire la gioia, o la consolazione”.
Nel corso degli anni ho letto le mie poesie a varie tipologie di persone e tutte, non solo per la particolare benevolenza per me, hanno dimostrato vero interesse per questo tipo di scrittura, cui seguivano confronti e richieste di poterle rileggerle in proprio.
Di qui l’esigenza di compendiarle e comunicarle, perché la poesia ha bisogno, nei suoi limiti etici ed estetici, di arrivare agli altri, di parlare alla gente, affinché recuperi, fuori dalle accademie, dalle aristocrazie letterarie e dalle velleità mondane, quella identità forte che da sempre costituisce l’esempio più dignitoso e più alto di qualsiasi altra forma espressiva.